
La povertà si tocca con mano in ogni angolo della Calabria. L’ elenco di quanti versano in stato di bisogno è lunghissimo. Tante sono le storie di ordinaria disperazione, spesso nascoste, che in molti vivono silenziosamente nel chiuso della proprie case. Don Fabio Stanizzo, delegato regionale Caritas Calabria in una intervista rilasciata a Gazzetta del Sud e afferma che la situazione è “molto preoccupante. Come emerge dai dati di Caritas Italiana presentati nel “Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia” sottolinea don Stanizzo- si evidenzia dal “Piano Regionale di contrasto alla povertà 2024/26” della Regione, che la nostra regione è quella in cui la povertà relativa è la più alta d’Italia e la spesa per i servizi sociali comunali la più bassa: 38 euro per abitante, a fronte di una media nazionale di 150 euro”. Drammatico anche il grido dall’allarme del Vibonese dove qualche tempo fa abbiamo raccolto l’appello di sacerdote che si occupa ogni giorno di tante situazioni di bisogno. “La situazione è sempre più critica – afferma – più di quanto appare. Ci sono intere famiglie che non sanno più come andare avanti. Genitori con diversi figli a carico privi di qualsiasi forma di sostentamento e giovani coppie impossibilitati ad avere un’esistenza dignitosa. A noi parroci giungono ogni giorno – osserva amareggiato – tantissime richieste di aiuto, il più delle volte con timidezza e sottovoce, da chi non riesce più a pagare le bollette della luce e del gas a chi non sa più come fare per far fronte al mutuo della casa, comprata con tanti sacrifici. Ed in più ci sono quanti hanno difficoltà finanche a fare la spesa. Noi facciamo – ci dice il sacerdote – quello che possiamo, ma le richieste ormai sono davvero tanti. Noi cerchiamo di venire incontro per quello che possiamo anche con qualche aiuto economico, attraverso la generosità di quanti frequentano quotidianamente le nostre parrocchie, alla richieste più urgenti, legate spesso a problemi di salute come le cure mediche e in qualche caso all’urgenza di provvedere al pagamento dell’affitto della casa. Ma ciò non può bastare”. Una riflessione amara con l’invito a non chiudere gli occhi.(redazionale)
