Il giornalismo tv del sospetto a buon mercato. Come sono lontani i tempi di Biagi e Montanelli.

 I salotti televisivi, con tanto di esperti di tutto e di più, sui grandi fatti di cronaca hanno il maledetto vizio sempre più ricorrente di trasformare il “pelo” di capello in un “palo” pieno di particolari e di suggestioni da consegnare, per fare ascolti, al pubblico scandalo e al pantano di chi ama lo sguazzo. Il tutto senza tenere in alcun conto che dietro una storia ci sono anche vittime innocenti, uomini, famiglie e dolori. Sul grande schermo si usano sempre più spesso gli schiamazzi a buon mercato e si adotta il sistema collaudato della costruzione del teorema sul poco e se occorre anche sul niente. Non ci siamo proprio. Il giornalismo sano e vero è tutta un’altra cosa. Come sono lontani i tempi di Indro MontanellI ed Enzo Biagi, due grandi maestri del giornalismo che sapevano raccontare sena censure la verità, servendosi dei fatti e non del sentito dire e delle suggestioni.

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