Paravati. La figura di Natuzza Evolo, la passione di Gesù sul proprio corpo e quel suo cammino di fede che nessuno da queste parti ha mai dimenticato

 

La Serva di Dio Natuzza Evolo è stata e continua ad essere   un esempio da seguire. La mamma alla quale milioni di persone per anni si sono rivolti per ricevere consigli, per ottenere una grazia e per farsi indicare la retta via. Una donna   semplice  e umile che durante la sua missione terrena ha saputo portare alla conversione tante gente ; una  figura dalla fede profonda che grazie al suo carisma è rimasta nel cuore di migliaia di persone.

 Prova ne sia il fatto che nessuno qui in questi luoghi dell’anima baciati dalla fede e dalla grazia  ha dimenticato la sua missione terrena che ha lasciato impronte positive ovunque, nonché il suo impegno sociale che ha portato alla nascita della fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, considerata la sua sesta figlia e la più amata. Successivamente sono anche nati i cenacoli di preghiera e la grande chies,    .

  Il    fenomeno più studiato della vita della mistica di Paravati è   legato alla Settimana Santa il periodo in cui  ha vissuto per tanti anni sul proprio corpo la passione del Signore e,  quindi, la flagellazione e la  salita al calvario.Nei giorni che precedevano la Pasqua Natuzza Evolo cadeva, a più riprese in uno stato di estasi e le stimmate si trasformavano a contatto con bende e fazzoletti in testi di preghiere in lingue diverse, ostie, ostensori, corone di spine e cuori. Per anni medici, scienziati e uomini di chiesa hanno trascorso il giorno più critico, ovvero il venerdì santo, accanto alla mistica per tentare di alleviare le sue sofferenze, ma anche per tentare di comprendere il mistero di una vita straordinaria vissuta sotto il segno dell’umiltà, della carità e della fede.

L’AFFRUNTATA DI S. ONOFRIO.  QUEL 2010 IN CUI   ‘NDRANGHETISTI E ASPIRANTI TALI VENNERO MESSI ALLA PORTA

 L’Affruntata di S. Onofrio e non solo,  una tappa fondamentale [WU1] per l’iniziazione e per  fare, quindi,  carriera nella ‘ndrangheta,  portando la statua di san Giovanni, il più giovane degli aspostoli.   Non una diceria ma la cruda e drammatica realtà. In carcere proprio in quei giorni   qualcuno aveva parlato svelando    l’ arcano in tutta la sua drammaticità: “I santi e le manifestazioni religiose facevano da filtro per passare il varco”.  Un rituale   criminale  che  non ha nulla da spartire con la  chiesa e con i santi, raccontato a distanza di alcuni anni, con lo stile del cronista,  dal vescovo emerito monsignor Luigi Renzo, nel volume “Piccole storie di periferia”, edito da Rubbettino.   “ Non i aveva convinto – esordisce nel suo racconto il presule   – la processione dell’Affruntata di Sant’Onofrio. Quello che si diceva in giro   dei giovani portatori si era rivelato purtroppo veritiero  e questo mi aveva lasciato turbato e in qualche modo anche irritato. Malgrado l’attenzione e la cura messa, quei ragazzi   l’avevano fatta in barba a tutti anche al parroco che quella mattina di Pasqua si era visto arrivare in sagrestia i quattro portatori di san Giovanni diversi da quelli segnati. Questi, si disse da qualcuno, erano stati costretti – emerge dal racconto di   Luigi Renzo – a mettersi da parte per far posto ai nuovi. Tutte le precauzioni erano saltate”. Le nuove leve della malavita ancora una volta erano riuscite a spuntarla e a fare poi la loro comparsata. Per quell’anno(2009) le cose andarono così, ma a quell’ andazzo bisognava assolutamente mettere un freno e impedire   che “la cosa si ripetesse per il futuro”.  L’’anno successivo   il presule   d’accordo con il parroco   decise, quindi, di mantenere   segreto il criterio di scelta dei portatori. Nell’imminenza della Pasqua  “venne,  quindi  dato l’avviso in chiesa che tutte le statue sarebbero state portate dalla confraternita del Rosario e senza altre presenze esterne: la cosa sembrò passare pacificamene. Ma avevamo fatto – ricorda oggi il presule emerito – i conti senza l’oste perché la mattina di Pasqua qualcuno, con grave gesto intimidatorio, andò a sparare   dei colpi di fucile all’ingresso della casa del priore. L’intero paese né restò elettrizzato. Non si pensava   si potesse arrivare a tanto”. Fatto sta che quel giorno l’Affruntata non si fece. Monsignor Renzo informato in serata dell’annullamento del sacro rito pensò che il parroco avesse concordato tale tipo di scelta con le forze dell’ordine, mai poi apprese che era stato lo stesso sacerdote vista la tensione a rinunciare alla processione.   “Per quanto fosse abbastanza grave  –   prosegue il suo racconto  il vescovo –   non diedi molto peso al  provvedimento, per cui, come avevo programmato il giorno dopo partii per Rossano”, la città dove oggi Renzo vive scrivendo e continuando a svolgere la sua missione pastorale . Nelle ore successive,   il  presule, dopo essere stato intervistato dai Tg della Rai, decise che occorreva tranquillizzare  la gente. Da qui l’annuncio che l’Affruntata si sarebbe tenuta la domenica seguente e che a presiederla sarebbe stato lo stesso vescovo. “Mi sembrò la decisione più giusta  – continua ancora  Renzo  –  per esprimere vicinanza alla priore a alla comunità di S. Onofrio, ferita e offesa in modo indegno e plateale dal quel gesto di chiara matrice mafiosa”.

L’ Affruntata così   come programmato si svolse, poi regolarmente, alla presenza delle  istituzioni e di un imponente servizio d’ordine . “Per due volte le statue di san Giovanni  e della Madonna vestita a lutto – ricorda a distanza di tempo, con una punta di emozione, il presule – si rincorsero verso la piazza, finchè la terza volta ci fu  l’atteso incontro con il Risorto. Il mantello nero della Madonna cadde a terra per mostrare l‘abito luminoso della festa”. Dopo giorni “di ansia, di attesa, vissuti nel disagio generale, ecco la libera esplosione di gioia. Il paese era ritornato a vivere”.  Quel giorno grazie alla gente di S.Onofrio: ‘ndranghetisti,  aspiranti   tali, compari e comparucci furono  messi, finalmente, alla porta. Una vittoria del bene sul male. Testo riveduto ripreso dal volume “Fogli d’autunno”

Torna in alto
Menu