Mileto. Nel 1995 il ritrovamento a Mileto del corpicino del piccolo Erduan sali ucciso a bastonate.

I funerali vennero celebrati nella Cattedrale dal vescovo Domenico Tarcisio Cortese. Gli eventi tragici di quei giorni

Ricordiamo la storia terribile che si consumò nel   mese di febbraio del 1995  tra San Calogero e Mileto. L’uccisione a bastonate di un bambino di sei anni di origine slava di nome Erduan Sali. Il piccolo venne assassinato in un campo nomadi nelle campagne di San Calogero e poi sepolto dai suoi aguzzini a pochi chilometri di distanza nelle campagne di Mileto, lungo la strada provinciale che porta alla frazione San Giovanni, sotto un palmo di terra, tra gli sterpi in mezzo ai topi e con addosso un paio di pantaloni di colore giallo e una maglietta rossa. Gli stessi indumenti che indossava al momento dell’aggressione.  Le cronache dei giornali di quei giorni, tra cui Gazzetta del Sud, con una serie di articoli di Vincenzo Varone,   si occuparono a lungo della vicenda. Da quei fogli ormai ingialliti si apprende che per la   morte del bambino biondo e dagli occhi che guardavano al mondo con fiducia, qualche giorno dopo venne accusato e arrestato un suo parente stretto, mentre altri componenti della famiglia vennero fermati per favoreggiamento. All’epoca i giornali scrissero anche che il bambino era rimasto vittima di un gesto di violenza assurdo e inaudito da parte di un suo congiunto, il quale  considerava il piccolo, nato fuori dal matrimonio, addirittura “colpevole della sua venuta al mondo”. Una motivazione che ancora oggi fa rabbrividire. Un fatto è certo: della morte di Erduan non si sarebbe saputo nulla e la sua tragica fine sarebbe, quindi, rimasta impunita se in quegli stessi giorni la polizia di frontiera non avesse fermato un componente della famiglia di slavi per il suo comportamento sospetto mentre stava acquistando insieme ad altri nomadi dei biglietti per imbarcarsi da Bari alla volta di Bar e, quindi, verso il Montenegro. Al fermo del parente del bambino seguì infatti uno stringente interrogatorio nel corso del quale il nomade fu in grado di riferire numerosi particolari, tra cui il luogo dove lo sfortunato adolescente era stato sepolto.  I funerali di Erduan vennero, poi, celebrati qualche giorno dopo dall’allora vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-tropea monsignor Domenico Tarcisio Cortese  presso la chiesa cattedrale gremita di gente e alla presenza delle massime autorità istituzionali del territorio. Da allora Erduan Salì riposa in pace nella cappella della Curia diocesana del cimitero di Mileto dove davanti alla sua lapide non manca quasi mai un fiore. Testo aggiornato ripreso dal volume Studio 45.

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