
Paravati il paese collina con i suo uliveti secolari. Paravati che accoglie.. Paravai il luogo dell’anima segnato dalla grazia di Dio. Un piccolo puntino del mondo dove Natuzza Evolo, una delle più grandi mistiche cattoliche del nostro tempo, morta in odore di santità il primo novembre del 2009 all’età di 85 anni, ha svolto la sua missione espandendola in ogni angolo del mondo: Negli Stati Uniti d’America. Nelle Alpi innevate. A Francoforte. A Latina. A Firenze. Nella lontana Australia. Ed oggi come ieri a Paravati la gente accorre attratta da quello sguardo materno e da quelle parole semplici di cui a Paravati è rimasta traccia ovunque, in quanto il bene dato rimane e non si cancella. Giunge per ascoltare Natuzza che continua a parlare attraverso il suo alito eterno e cha racconta silenziosamente la sua missione al servizio degli ultimi, del suo coraggio nei giorni della malattia e dei suoi tanti figli in pena risorti – dopo essere stati confortati dai suoi consigli – dalle macerie della disperazione. Uomini e donne, provenienti da ogni angolo della penisola, con il loco carico di fede, di dolore, di gioia e di speranza. Vite spezzate e rinate, fragili e immense. Vite in cerca di nuova vita. Gli stessi volti che si vedono lungo le strade di Lourdes, di Fatima e di San Giovanni Rotondo. “Non cercate me. Alzate lo sguardo verso Gesù e la Madonna. Io sono con voi e prego” si legge nell‘epigrafe sulla tomba di Mamma Natuzza. Parole che racchiudono il senso di una missione e di un cammino tutto proteso verso gli altri, soprattutto i più bisognosi. Basti pensare che centinaia di migliaia sono state le persone giunte a Paravati di Mileto da ogni dove, ai quali la mistica ha saputo dare per oltre sessant’anni conforto e speranza.
Ma l’esistenza di Natuzza è stata anche segnata da un susseguirsi di fenomeni come i “colloqui” con il Signore, la Madonna e i santi ( in particolare san Pio), gli Angeli e i defunti. E poi ancora la bilocazione, le emografie e la passione del Signore vissuta sul proprio corpo: le stimmate, la crocifissione e la salita al calvario. I segni più evidenti della sua sofferenza e della sua profonda fede in Cristo. Nei giorni che precedevano la Pasqua Natuzza Evolo cadeva, infatti, a più riprese in uno stato di estasi e le stimmate si trasformavano a contatto con bende e fazzoletti in testi di preghiere in lingue diverse, ostie, ostensori, corone di spine e cuori. Solo nell’ultimo anno di vita sul suo corpo non si sono aperte le ferite e le sofferenze sono state meno dolorose degli anni precedenti. Per anni medici, scienziati e uomini di chiesa hanno trascorso il giorno più critico, ovvero il venerdì santo, accanto alla mistica per tentare di alleviare le sue sofferenze, ma anche per tentare di comprendere il mistero di una vita vissuta sotto il segno dell’umiltà, della carità e della fede.
Fortunata Evolo è stata anche l’ispiratrice della fondazione “Cuore Immacolato di Maria – Rifugio delle Anime”, nata il 13 maggio del 1987, per dare sostegno ai più bisognosi.“Ci sarà un giorno –disse nel lontano 1944 la Madonna alla mistica con le stimmate – una nuova e grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti si troveranno nel bisogno e una grande chiesa che si chiamerà “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. Nel corso di alcune apparizioni la Vergine Maria avrebbe già fatto vedere alla mistica come già costruita la cittadella dal titolo Villa della Gioia. “Portandomi per mano – ha riferito in più di un’occasione Natuzza – la Madonna mi ha fatto visitare la struttura “Ospiti della Speranza”e il “Villaggio del conforto” dove c’erano ammalati negli ultimi istanti della loro vita assistiti dai familiari. Infine abbiamo raggiunto insieme la grande chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime. Natuzza Evolo ha anche parlato in un’intervista televisiva delle parole pronunciate nel corso di una delle sue apparizioni dalla Madonna: “Mi disse <Ci saranno grandi meraviglie e tua sarai gioiosa come sono gioiosa io>. E poi mi fece vedere tante cose, tante case, tante casette e, gente che soffriva”.
Natuzza Evolo è morta all’età di 85 anni all’alba del primo novembre del 2009 nel giorno di tutti i santi, ma continua ad essere più viva che mai nel cuore di milioni di persone,sparse in ogni parte del mondo e attraverso le sue opere, prima fra tutte la chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime. Attualmente è in corso la sua causa di beatificazione, il cui iter è stato avviato nel 2014. Nel novembre del 2018 è giunto, dopo un lungo periodo di attesa, il parere favorevole della Congregazione della dottrina della fede. Il 20 febbraio del 2019 è stato, quindi, pubblicato in tutte le chiese della diocesi l’editto con l’avviso dell’apertura del processo. Un mese e mezzo dopo, precisamente il sei aprile del 2019, è avvenuto nella Villa della Gioia l’insediamento ufficiale del Tribunale diocesano.(redazionale)
