
Ormai le rivendite di giornali sono diventati luoghi da salvare e da tutelare. Negli ultimi anni tanti edicolanti hanno abbassato le saracinesche per sempre. Un quadro desolante che si registra da alcuni anni a questa parte in tutta Italia, dalle grandi citta ai piccoli paesi. In diversi centri non esiste più un luogo dove rifornirsi di giornali. Chiusure a causa del notevole calo nelle vendite, vissute nel silenzio generale, ma che dovrebbero invece, suscitare, più di una riflessione, in quanto una comunità privata della possibilità di nutrirsi di informazione cartacea rappresenta un impoverimento dello spirito, soprattutto per le persone più anziane che hanno poco dimestichezza con internet “Per me abituato da oltre cinquant’anni – afferma uno di loro – ad acquistare ogni mattina il mio giornale preferito è una perdita, di cui nessuno si occupa”. Ma tali chiusure non danneggiano solo le persone anziane, ma anche i giovani che andrebbero incentivati alla lettura dei quotidiani. Più di una generazione, non dimentichiamo, si è formata ed è cresciuta attraverso questi strumenti.
Certo è che sono davvero lontani i tempi in cui nei nostri centri la rivendita dei giornali(nella foto degli anni sessante la storica edicola De Lorendo di Mileto) rappresentava per la comunità locale il luogo dell’incontro, della cultura, dello scambio di idee, quasi una roccaforte del libero pensiero dove ogni mattina e spesso anche la sera maestri di scuola, artigiani, operai, impiegati di concetto, avvocati e giovani studenti facevano incetta del sapere. Tempi antichi che odoravano di inchiostro, tra i più “visitati” anche dai protagonisti della politica locale, per raccogliere le ultime novità, per disegnare i futuri scenari politici, o semplicemente per dare libero sfogo e loro invettive contro l’avversario di turno. Un vuoto e un’assenza che nessuno strumento tecnologico potrà mai sostituire.
Da qui la necessità di di cui Radio Paravati, si fa portavoce, soprattutto nei piccoli centri,- magari con la collaborazione degli stessi enti locali, delle istituzioni scolastichei, delle parrocchie e del mondo dell’associazionismo – la rinascita delle rivendite di giornali come luoghi dell’incontro e del sapere. La cultura si fa con i fatti e non con le esternazioni che lasciano il tempo che trovano. (redazionale)
