
Giorno dopo giorno la Calabria e non solo la Calabria perde presidi, servizi, sostituti spesso dal nulla. Diciamola tutta la verità: Con la scusa del risparmio e quindi della necessità di tagliare per “il bene di tutti” negli ultimi anni, complici tutti i partiti politici nessuno escluso, sono stati letteralmente cancellati con un colpo di spugna rapace: uffici, scuole, luoghi di vita e di ritrovo. Interi piccoli centri sono stati costretti alla resa, all’oblio incondizionato e abbandonati al loro destino in quanto rami secchi e fogli ingialliti, pregevoli per la memoria degli studiosi, ma inutili per il paese Italia dell’efficienza, della produzione e della connessione veloce che corre allegra e gaudente ignorando l’esistenza del dolore e della morte. Scelte sbagliate, interessate e dannose, perché ad essere sistematicamente colpiti sono stati i ceti più deboli. Gli ultimi insomma, i primi a pagare “le moderne ed efficienti visioni” del nuovo potere, convinto di saper vedere oltre il cielo e le nuvole e succube della sua arroganza e della sua bramosia di onori e prebende da incassare e custodire.(redazionale)
